Comunicato:
Prendiamo atto del reiterarsi del vile atto di vilipendio della memoria di Sergio Ramelli attuato mediante l'imbrattamento della targa apposta sulla recinzione di Via Calatafimi di Monza dedicati alla sua memoria dall'amministrazione comunale.
Riteniamo che tale atto sia particolarmente odioso e grave in quanto il giardino è stato dedicato a Sergio Ramelli con l'intento di ricordare il sacrificio di un ragazzo di 18 anni ucciso barbaramente da esponenti di "avanguardia operaia" e da chi in nome di un ideologia non riesce a distinguere l'avversario politico dal nemico da eliminare fisicamente, ed a monito perchè tali fatti non vengano mai più a ripetersi.
Riteniamo doverosa la condanna senza se e senza ma da parte di tutti coloro che ritengono che la contrapposizione politica si debba basare sempre sul rispetto delle altrui idee, anche se non condivise, e rimanere sul piano della dialettica e discussione rispettando le altrui libertà di espressione.
Ci auspichiamo quindi una forte presa di posizione e di condanna del vile gesto da parte di politici, partiti, associazioni e movimenti al fine che tali gesti odiosi non vengano più a ripetersi.
Riteniamo oltremodo doveroso che tali prese di posizione vengano anche da quei partiti, movimenti ed associazioni che nei mesi precedenti troppo spesso hanno o apertamente osteggiato, o con strumentali distinguo e stucchevoli scuse cercato di evitare che l' amministrazione comunale intitolasse tali giardini a Sergio Ramelli creando in tal modo un clima non di pacificazione ma altresì di ulteriore tensione e deligittimazione del pensiero altrui arrivando ancora a negare l'agibilità politica di chi è schierato su posizioni politiche lontano dalle proprie.
Purtroppo dobbiamo ancora far notare che tali irresponsabili comportamenti portano poi a gesti dimostrativi incresciosi che se non stroncati alla radice possono essere interpretati da qualcuno come giusta espressione della propria azione politica rischiando di generare mostri ideologici e legittimare qualsiasi azione verso il nemico politico.


